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Progetto

Ristrutturazione interna delle canne delle Botti a sifone di Conche di Codevigo e Corte di Piove di Sacco

Si è intervenuti prestando particolare attenzione alla conformazione delle murature e della tipologia di malte utilizzate all’epoca, cercando di determinare le materie maggiormente idonee al mantenimento delle condizioni originarie
Dati tecnici
  • Periodo: 2020 - in corso
  • Paese: Conche di Codevigo e Corte di Piove di Sacco
  • Committente: Consorzio Bonifica Bacchiglione
  • Attività: Progettazione definitiva, Progettazione esecutiva, Direzione lavori, Coordinamento sicurezza in progettazione, Coordinamento sicurezza in esecuzione
Progetto

La botte a sifone di Corte, che misura 160,75 m, è stata costruita in tre tempi. La parte centrale è stata realizzata nel 1608 dalla Repubblica Veneta, i prolungamenti furono attuati dallo Stato italiano in due tempi: quello a monte nel 1888 e quello a valle nel 1891.
Costruita in muratura di laterizio, è costituita da tre canne poggianti su una platea continua della larghezza di circa 10.00 m.
Lo spessore della muratura costituente i piedritti e la volta, a tutto sesto, delle canne è di cm 50, la sezione di ciascuna canna, in mezzeria, è di 2,05m di base per un’altezza, in chiave, di 1,72m. Le ispezioni eseguite hanno consentito di accertare un discreto stato di conservazione delle canne. Alcune rotture trasversali sono prevalentemente dovute ad un “adattamento” della struttura ad una situazione di carichi sovrastanti molto variabile lungo l’asse longitudinale delle canne con conseguenti abbassamenti differenziali del terreno. Trasversalmente, non si percepiscono significative perdite di assetto delle volte. La situazione tensionale e deformativa appare dunque consolidata, e non sono stati ritenuti necessari interventi di consolidamento, se non locale. Si è quindi optato per interventi finalizzati a:
– Chiudere le fessure di ampiezza tale da generare evidenti percolazioni di acqua; tale intervento, ha lo scopo di proteggere le malte ed il laterizio dall’azione aggressiva delle acque passanti
– Ristilare le malte palesemente deteriorate, decoese e rese friabili dall’azione delle acque; tale intervento è stato preceduto da una pulizia profonda delle malte deteriorate.
Da un punto di vista architettonico la scelta degli interventi da eseguire è caduta su quelle lavorazioni atte al mantenimento e alla conservazione delle murature nel loro stato d’essere, cercando di minimizzare gli effetti visivi e grandi scostamenti da ciò che è stato egregiamente realizzato nel passato.
Al fine di preservare il più possibile le pareti murarie si è provveduto ad attuare particolari precauzioni:
– Le operazioni di eliminazione delle concrezioni sono state eseguite a mano, in modo da evitare qualsiasi contatto diretto dello scalpello con la muratura,
– le operazioni di idropulizia sono state eseguite a pressione controllata per evitare impatti sui mattoni e soprattutto sulle malte;
– la malta utilizzata per le stuccature e ristilature è ad altissima igroscopicità e traspirabilità ed è di pura calce idraulica (Biocalce di Kerakoll);
– nelle zone in cui è stato eseguito il cuci scuci, è stata realizzata una ristilatura armata dei giunti mediate l’utilizzo di barre elicolidali in acciaio inox, del tutto invisibili all’esterno, a consolidamento della muratura;
– la malta speciale a presa ultrarapida è stata utilizzata limitatamente alle fessurazioni più grosse, caratterizzate da abbondanti venute di acqua, che necessitano perciò di materiali ad alta specificità. Si è proceduto i con la precauzione di inserire la malta a pressione controllata in modo da farla penetrare nelle fessurazioni progressivamente e senza causare eventuali deformazioni del paramento.

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